sabato 31 gennaio 2015

sabato 24 gennaio 2015

M5S e la #NottedellOnestà


Il MoVimento 5 Stelle ha organizzato la Notte dell'Onestà, in Piazza del Popolo a Roma; una manifestazione dove si parlerà ed informerà sulla lotta alla corruzione e le mafie, per non rimuovere e mantenere vivo il ricordo delle scandalose vicende di #MafiaCapitale e degli altri scandali nel resto d'Italia.
Insieme ai parlamentari del M5S, tra cui Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Paola Taverna, e a Beppe Grillo, tra gli ospiti ci saranno Sabina Guzzanti, Dario Fo, Jacopo Fo, Fedez, Salvatore Borsellino, Ferdinando Imposimato, Enrico Montesano, Andrea Sartoretti, Claudio Santamaria, Claudio Gioè e tanti altri.


venerdì 23 gennaio 2015

mercoledì 21 gennaio 2015

John Oliver e il cambiamento climatico

John Oliver, conduttore del programma tv Last Week Tonight trasmesso su HBO, parla del riscaldamento globale, un processo pericoloso che sta distruggendo la Terra, e sorprende tutti i telespettatori sferrando un duro "attacco" contro la disinformazione della tv e della stampa su un argomento così importante.

John Oliver dimostra come, le trasmissioni televisive (americane), pur di avere argomenti di dibattito (finto e inventato) raccontano balle manipolando le notizie e la mente del pubblico.

Vi invito a guardare il seguente video:
(su La Cosa potete (ri)vedere il video con i sottotitoli in italiano)

Secondo me questo è un chiaro esempio di come la televisione può essere ben utilizzata per combattere la disinformazione e per informare le persone, in modo intelligente e divertente, su argomenti complessi ma estremamente importanti.

Voi che ne pensate di questo geniale servizio televisivo?

lunedì 19 gennaio 2015

#OpenTG e il pluralismo dell’informazione


Oggi il MoVimento 5 Stelle ha presentato, in conferenza stampa, il sito Open TG.

In breve, di cosa si tratta?
Open TG è un progetto, del genere in Italia, che nasce allo scopo di diffondere i risultati del monitoraggio sul pluralismo politico in televisione. Su sito verranno pubblicati i dati sulle presenze di soggetti politico-istituzionali nei telegiornali nazionali, con aggiornamenti costanti.
Grazie al sito Open TG, i cittadini avranno la possibilità di informarsi e verificare, con grafici e dati, lo stato del pluralismo dell’informazione nel nostro Paese.

Il pluralismo dell'informazione è elemento essenziale della libertà di espressione in ogni società democratica. L’Italia è al 73° posto nel mondo per la libertà di informazione, sulla base del report World Press Freedom realizzato dall'organizzazione Reporter Senza Frontiere.

Il pluralismo dell'informazione è un elemento essenziale, alla base stessa della sopravvivenza di uno Stato democratico. Per questo motivo va tutelato e monitorato, da tutti!

Matteo Renzi ridicolizzato in tv

Ecco come Matteo Renzi ci rappresenta in Europa, e ditemi se non vi ricorda qualcuno, se non peggio. Nel video l'intervista a Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo, che è stata trasmessa dal programma Le Petit Journal, su Canal+.


Renzi arriva in ritardo, parla al cellulare, ride, sbadiglia, si fa selfie. Colleziona brutte figure, e con se trascina nel ridicolo il nostro Paese e tutti noi italiani.
Vergogna!

Voi cosa ne pensate? Commentate!

sabato 17 gennaio 2015

Noam Chomsky e il decalogo della manipolazione mediatica

Noam Chomsky linguista, filosofo, teorico della comunicazione e anarchico, spiega la strategia della manipolazione mediatica, attraverso semplici regole.
La necessaria premessa è che i più grandi mass-media sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.

Di seguito i dieci punti che spiegano come sia possibile mistificare la realtà:

1) La strategia della distrazione: questa strategia è  fondamentale per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà poco importanti o addirittura insignificanti.
2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico (creando spesso ingiustificato allarmismo), con lo scopo che sia questo il mandante delle misure (leggi speciali) che si desiderano far accettare.
3) La strategia della gradualità: per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni '80 e '90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta. In pratica quello che sta accadendo ora in Italia per colpa dei governi di Monti, Letta e Renzi.
4) La strategia del differimento: un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come "dolorosa e necessaria", ottenendo l’accettazione pubblica, al momento, per un’applicazione futura.
5) Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino: più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile.
Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se fosse un bambino, in base alla suggestionabilità, lei tenderà ad una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come, appunto, farebbe un bambino.
6) Puntare sull’aspetto emotivo molto più che sulla riflessione: l’emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell’individuo, rendendolo più facilmente influenzabile.
7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità: le televisioni e giornali spesso omettono di dare certe notizie o le danno sbagliate e/o fuorvianti. Il guaio è che molte persone non se ne accorgeranno mai, a meno che non cerchino le informazioni tramite canali alternativi, ad esempio consultando siti e blog su internet.
8) Imporre modelli di comportamento: controllare individui omologati è molto più facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicità sono funzionali a questo progetto.
9) L’autocolpevolizzazione: si tende, in pratica, a far credere all’individuo che egli stesso sia l’unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. In questo modo, invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l’ha ridotto ai margini, l’individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani che non trovano lavoro, per esempio, negli ultimi anni sono stati definiti di volta in volta, 'sfigati', 'choosy', 'bamboccioni'; in pratica é colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema.
10) I media puntano a conoscere gli individui (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l’utente-lettore-spettatore ne sappia nulla) più di quanto essi stessi si conoscano, e questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su sé stesso.

Si tratta di un decalogo molto utile. Io suggerirei di tenerlo bene a mente, soprattutto in periodi difficili come questi.

Voi che cosa ne pensate?

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p.s.: per correttezza e massima trasparenza comunico che in questo post ho scritto alcune mie riflessioni, modificando così leggermente il contenuto del testo (non il significato!) dell'articolo originale da cui ho tratto le informazioni.

p.p.s.: vi invito a leggere anche questo post molto interessante su 'le dieci regole della PNL (programmazione neuro linguistica) per il controllo sociale'.

p.p.p.s.: in Rete c'è molto dibattito riguardo la veridicità delle informazioni contenute nel decalogo, come potete leggere qui e qui.
In ogni caso ritengo che ognuno sia libero di scegliere a cosa credere.

venerdì 16 gennaio 2015

M5S, #5giornia5stelle: puntata del 16/01/2015

5giornia5stelle, il tg d'informazione sulle attività dei parlamentari del M5S: puntata del 16/01/2015



[fonte]

La Rete è in pericolo


Dopo l'attentato terroristico a Charlie Hebdo del 7 gennaio, tutti i maggiori leader europei hanno espresso, in una dichiarazione congiunta, quanto segue:
"Siamo preoccupati dalla frequenza crescente dell’uso di internet per alimentare odio e disprezzo e segnaliamo la nostra determinazione ad assicurare che non si abusi di internet in questa direzione, salvaguardando, nel pieno rispetto delle libertà fondamentali, la libertà di espressione. 
Con questo in mente, la collaborazione dei maggiori internet provider è essenziale per creare le condizioni per avere segnalazioni veloci di materiale teso a fomentare odio e terrore e per la sua rimozione, ove possibile e appropriato".

La nuova minaccia alla Rete arriva dall’Europa, che dunque presto si farà carico di emanare una direttiva per tentare di chiedere agli internet service provider di farsi carico del monitoraggio delle conversazioni che scorrono in Rete. Cosa del tutto impossibile, perchè richiederebbe un dispiegamento di mezzi che nessuno ha a disposizione, a meno di non attuare una politica repressiva e brutale dove chiunque menzioni parole chiave come 'terrorismo', 'bomba' e così via venga segnalato immediatamente a una nuova task force organizzata. E dato che il carico di lavoro nell’analisi degli opportuni distinguo sulla reale natura del dibattito sarebbe in ogni caso eccessivo, non resterebbe che filtrare, censurare, eliminare tutto ciò che in Rete si muove e respira.

Tutti gli approfondimenti su byoblu.com

mercoledì 14 gennaio 2015

Giorgio Napolitano si è dimesso da PdR

Giorgio Napolitano si è dimesso e non è più il Presidente della Repubblica italiana.
Oggi, 14 gennaio 2015, alle ore 10:35, ha firmato la lettera di dimissioni e lascerà, dunque, dopo quasi nove anni di mandato.
 
Una buona notizia. Sì, ma a metà.
Giorgio Napolitano, infatti, avrà di che consolarsi con il trattamento straordinario che lo aspetta. Con le dimissioni e l’uscita anticipata dal Quirinale perde la suprema carica, ma non certo i servizi e i confort che hanno scandito la sua vita quirinalizia.

Napolitano assumerà le vesti di senatore a vita e percepirà, quindi, uno stipendio dorato di circa 15mila euro mensili netti, tra indennità, rimborsi e ammennicoli vari. Ma non è finita.
Per lui, come da regolamenti in vigore, non si lesineranno mezzi e benefit: una segreteria di almeno una decina di persone, un assistente "alla persona" (maggiordomo), un’auto riservata con telefono e chauffeur e molti altri servizi.

Viva il Re!

#CharlieHebdo torna in edicola. #jesuischarlie

Charlie Hebdo non si arrende e, dopo la strage parigina del 7 gennaio, quest'oggi torna in edicola con una nuova edizione.
In copertina la vignetta di Luz: il Profeta Maometto con una lacrimuccia regge un cartello con la scritta "Je suis Charlie" e sopra la frase "tout est pardonné" ("è tutto perdonato").

Questo speciale commemorativo del settimanale satirico è stato stampato in tre milioni di copie e tradotto in sedici lingue.
Ovviamente, nei prossimi numeri, i bersagli di Charlie Hebdo saranno molti, come sempre, dalla politica, alla società, comprese le religioni.
Insomma, Charlie Hebdo continuerà a far ridere e riflettere le persone. Questa è la sua 'mission'. Lo era prima e lo sarà sempre. Questa è la libertà.

martedì 13 gennaio 2015

Libertà di stampa, l'Italia è 49° nel mondo

La libertà di stampa nel mondo.
 
 
Reporter Senza Frontiere ha diffuso il World Press Freedom 2014, l'annuale report in cui viene stilata la classifica sulla libertà di stampa nei vari paesi del mondo.
I dati relativi all’Italia dicono che il nostro Paese si trova al 49° posto, in leggero miglioramento rispetto agli anni precedenti. Un risultato, tuttavia, ancora molto negativo; basti considerare che l’Italia è ancora dietro a paesi come Romania, Ghana, Haiti e Niger.
 
Casualmente di questa classifica se ne parla poco, forse probabilmente per vergogna; ma comunque per fortuna grazie a internet (alla Rete), queste informazioni possono essere consultate e condivise da molte persone.

lunedì 12 gennaio 2015

Bernard Maris, l'economista 'no-global' ucciso a #CharlieHebdo

In ricordo di Bernard Maris, una delle vittime dell'attentato nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi.
 
Era un'economista, giornalista e consigliere della Banque de France.
 
Ecco cosa diceva: "Tutti i paesi europei dovranno prima o poi rassegnarsi a cancellare parte del loro debito pubblico… rinegoziarlo quando supera il 60% del PIL… anche Germania e Francia… le banche dovranno fare uno sforzo importante…". "La scelta della Germania rovinerà anche la sua economia a lungo termine… preferisce ridurre il livello di vita dei tedeschi pur di essere competitiva… la crescita che impoverisce". Era ben consapevole del funzionamento del sistema monetario: "Le banche creano il denaro dal nulla col permesso della Banca Centrale e ve li danno in forma di mera scrittura. Non vengono mai richiesti fisicamente soldi contanti, ogni transazione viene eseguita in forma digitale". Il sistema bancario non ha interesse a riavere indietro i soldi che presta perché può creare tutti i soldi che vuole a costo zero. La cosa importante, fondamentale, è il controllo che ottiene dall''indebitamento. Se indebiti qualcuno lo rendi schiavo."
 
Scriveva per varie pubblicazioni, incluso il settimanale Charlie Hebdo, per il quale si occupava del settore economico, firmandosi con lo pseudonimo di "Oncle Bernard" (Zio Bernard). Aveva anche una rubrica alla radio pubblica France Inter. Si esprimeva in modo semplice ed era orientato verso un'economia alternativa alla 'furia del capitalismo' e riteneva come elementi importanti i concetti di gratuità e dono.
Si è dedicato attivamente alla vita politica, collocandosi a sinistra. Inoltre è stato membro del consiglio scientifico di una delle associazioni che hanno dato vita al movimento anti-globalizzazione Attac France e fautore del reddito minimo di esistenza da elargire a chiunque per sempre, un modo per sganciarsi dal lavoro in una società che non ne garantisce più.
 
Un'economista 'no-global', molto critico con l'austerità europea e contro il debito, che guardava ormai in modo disincantato all'euro e a questa Europa.
Un uomo poliedrico, un personaggio scomodo.
 
Ricordiamolo così #jusuisBernardMaris

Tesoro Italia

Ieri sera è tornata in onda Presa Diretta, con un interessante inchiesta dedicata al  dissesto idrogeologico, in un viaggio che attraversa l'Italia da sud a nord.

Un tesoro di potenzialità che potrebbe produrre ricchezza e posti di lavoro: l’arte, il cibo, l’agricoltura, il paesaggio se solo fossero difesi e valorizzati, renderebbero più ricco il nostro Paese.
Abbiamo speso solo 2 miliardi di euro in prevenzione di frane e alluvioni negli ultimi dieci anni. Ne abbiamo spesi più di 60 per riparare i danni di quelle frane e di quelle alluvioni. L’enorme divario tra queste due cifre è la causa principale dei 5mila e passa morti che l’Italia piange dal 1950 e degli oltre 4mila casi tra frane e alluvioni.
A chi conviene gestire in regime di eterna emergenza la fragilità del nostro territorio? Perché invece non puntare sui tesori che già abbiamo, il bello, la cultura, l’arte, e metterli al centro dell’agenda politica?
 
Vi invito a (ri)guardare il racconto di Riccardo Iacona e Federico Ruffo, cliccando qui.

sabato 10 gennaio 2015

Uccidere e morire per la religione. #CharlieHebdo #jesuisCharlie


Ieri ho scritto questo post sulla strage parigina di Charlie Hebdo, per condividere ed invitarvi tutti a leggere gli interessanti articoli pubblicati da Aldo Giannulli a riguardo, perchè qualquadra non cosa...
 
Quest'oggi, invece, voglio condividere con voi questa mia riflessione:
ma com'è possibile che nel mondo si continui ad uccidere e morire (guerre, attentati terroristici, stragi etc.) per la religione?
Secondo me, molto spesso, viene utilizzata come pretesto ma in realtà le motivazioni per cui vengono compiuti certi atti criminali sono altre.
Qui di seguito vi riporto le parole di José Saramago, premio Nobel per la letteratura, che personalmente condivido pienamente:
"Le religioni, tutte, senza eccezione, non serviranno mai per avvicinare e riconciliare gli uomini e, al contrario, sono state e continuano ad essere causa di sofferenze inenarrabili, di stragi, di mostruose violenze fisiche e spirituali che costituiscono uno dei più tenebrosi capitoli della misera storia umana".
 
Mi piacerebbe saper qual'è la vostra opinione su questo delicato argomento.
Potete lasciare un commento; li leggerò e vi risponderò molto volentieri. Partecipate!

M5S, #5giornia5stelle, #jesuischarlie: puntata del 10/01/2015

5giornia5stelle, il tg  d'informazione sulle attività dei parlamentari del M5S: puntata del 10/01/2015



[fonte]

venerdì 9 gennaio 2015

#CharlieHebdo, c'è qualquadra che non cosa


L'attacco avvenuto il 7 gennaio a Parigi nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo è orribile. Esprimo la mia piena solidarietà alla redazione e rivolgo un pensiero alle vittime e alle persone ferite nel tragico attentato e a tutti i cittadini francesi.
Ma con questo post vorrei condividere alcuni interventi di Aldo Giannuli, esperto di servizi segreti, riguardanti la strage parigina di Charlie Hebdo.
In questo suo primo articolo Giannulli analizza brevemente quanto accaduto.
Ma in particolare vorrei soffermare l'attenzione in questo articolo, ripreso anche dal Blog di Beppe Grillo, nel quale Giannulli analizza più nel dettaglio lo svolgimento dell'attentato ed elabora una sua teoria (complottismo?), elencando alcuni punti che non convincono pienamente.
Scrive sul suo blog: "Come in tutti i “grandi casi” (Kennedy, Piazza Fontana, Palme, 11 settembre, morte di Osama Bin Laden etc.), anche in questo di Parigi, i conti non tornano e ci sono un sacco di cose da spiegare"; ad esempio la scarsa protezione della redazione del settimanale, le armi utilizzate, i tempi di fuga e gli errori commessi dagli attentatori.
E conclude:"che gran puzza di bruciato!".
Vi invito pertanto a leggere attentamente questi interessanti articoli che possono aiutare a comprendere meglio questa triste vicenda e a riflettere.

Insomma, c'è qualquadra che non cosa...


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#CharlieHebdo torna in edicola. #jesuischarlie