sabato 17 gennaio 2015

Noam Chomsky e il decalogo della manipolazione mediatica

Noam Chomsky linguista, filosofo, teorico della comunicazione e anarchico, spiega la strategia della manipolazione mediatica, attraverso semplici regole.
La necessaria premessa è che i più grandi mass-media sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.

Di seguito i dieci punti che spiegano come sia possibile mistificare la realtà:

1) La strategia della distrazione: questa strategia è  fondamentale per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà poco importanti o addirittura insignificanti.
2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico (creando spesso ingiustificato allarmismo), con lo scopo che sia questo il mandante delle misure (leggi speciali) che si desiderano far accettare.
3) La strategia della gradualità: per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni '80 e '90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta. In pratica quello che sta accadendo ora in Italia per colpa dei governi di Monti, Letta e Renzi.
4) La strategia del differimento: un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come "dolorosa e necessaria", ottenendo l’accettazione pubblica, al momento, per un’applicazione futura.
5) Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino: più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile.
Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se fosse un bambino, in base alla suggestionabilità, lei tenderà ad una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come, appunto, farebbe un bambino.
6) Puntare sull’aspetto emotivo molto più che sulla riflessione: l’emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell’individuo, rendendolo più facilmente influenzabile.
7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità: le televisioni e giornali spesso omettono di dare certe notizie o le danno sbagliate e/o fuorvianti. Il guaio è che molte persone non se ne accorgeranno mai, a meno che non cerchino le informazioni tramite canali alternativi, ad esempio consultando siti e blog su internet.
8) Imporre modelli di comportamento: controllare individui omologati è molto più facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicità sono funzionali a questo progetto.
9) L’autocolpevolizzazione: si tende, in pratica, a far credere all’individuo che egli stesso sia l’unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. In questo modo, invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l’ha ridotto ai margini, l’individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani che non trovano lavoro, per esempio, negli ultimi anni sono stati definiti di volta in volta, 'sfigati', 'choosy', 'bamboccioni'; in pratica é colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema.
10) I media puntano a conoscere gli individui (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l’utente-lettore-spettatore ne sappia nulla) più di quanto essi stessi si conoscano, e questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su sé stesso.

Si tratta di un decalogo molto utile. Io suggerirei di tenerlo bene a mente, soprattutto in periodi difficili come questi.

Voi che cosa ne pensate?

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p.s.: per correttezza e massima trasparenza comunico che in questo post ho scritto alcune mie riflessioni, modificando così leggermente il contenuto del testo (non il significato!) dell'articolo originale da cui ho tratto le informazioni.

p.p.s.: vi invito a leggere anche questo post molto interessante su 'le dieci regole della PNL (programmazione neuro linguistica) per il controllo sociale'.

p.p.p.s.: in Rete c'è molto dibattito riguardo la veridicità delle informazioni contenute nel decalogo, come potete leggere qui e qui.
In ogni caso ritengo che ognuno sia libero di scegliere a cosa credere.

2 commenti:

informablogweb ha detto...

Ottimo articoli e grande Chomsky, dovrebbero dargli il nobel per la pace.

Paola Calabrini ha detto...

la lista è un falso http://www.pensierocritico.eu/manipolazione-mediatica.html