venerdì 30 settembre 2011

Referendum elettorale, raccolte 1.210.466 firme

Referendum elettorale: sono state raccolte oltre 1 milione e 200 mila firme di cittadini (molte di più delle 500mila richieste dalla legge); il numero di consensi rappresenta un record, il secondo miglior risultato nella storia della Repubblica italiana dopo quello del 1993.


E' "un miracolo popolare": il comitato referendario ha consegnato oggi in Cassazione 200 scatoloni contenenti 1.210.466 firme, raccolte in soli due mesi, per chiedere l'abrogazione dell'attuale legge elettorale, il cosiddetto "porcellum". Il presidente del comitato, Andrea Morrone, nel corso di una conferenza stampa alla Camera, festeggia per il risultato, ma ricorda che è "solo l'inizio".

Il via libera della Cassazione arriverà entro il 10 dicembre, poi ci sarà il passaggio alla Corte Costituzionale, che valuterà l'ammissibilità senza poter far riferimento a precedenti referendum sulla legge elettorale, quindi sarà il momento della campagna referendaria e il voto si terrebbe la prossima primavera, tra il 15 aprile e il 15 giugno, sempre che le camere non vengano sciolte anticipatamente.

giovedì 29 settembre 2011

Centotrentacinque anni in due


Oggi, 29 settembre, è una data "importante". Strano ma vero, entrambi i leader dei due principali partiti politici italiani compiono gli anni:

Silvio Berlusconi, leader del Pdl, compie 75 anni.

Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, ne compie 60.

75 + 60. Esattamente fanno 135 (centotrentacinque) anni, in due ... bè che dire, tanti auguri!

Comma ammazza-blog: un post a Rete unificata


Web - Informazione aderisce all'iniziativa di ValigiaBlu per protestare contro il comma 29 (ammazza-blog) del ddl di riforma delle intercettazioni. Questo è il testo da diffondere se volete unirvi alla protesta (se non avete un blog anche tramite Facebook e/o Twitter):

ECCO IL TESTO DA DIFFONDERE:

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Qui l'articolo completo.

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Oggi, giovedì 29 settembre, dalle ore 15 alle 18, tutti a piazza del Pantheon a Roma per dire di nuovo no al reiterato tentativo del governo di imbavagliare l’informazione.

martedì 27 settembre 2011

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
(Antoine-Laurent de Lavoisier) 

Questa affermazione fu fatta da colui che spesso viene indicato come il padre della chimica moderna.

Se così fosse, allora si potrebbe azzardare che la ricchezza, intesa nel senso più largo del suo significato, presente sul pianeta non si genera, non si distrugge, ma semplicemente si sposta da una parte ad un’altra, magari cambiando forma e certamente cambiando mani. Da ciò deriva che ad ogni accrescimento di un qualsiasi tipo di ricchezza in un luogo ne deve necessariamente corrispondere la diminuzione da un’altra parte.

La popolazione umana sul nostro pianeta è in costante aumento e, siccome il nostro corpo è fatto di elementi come idrogeno, ossigeno, magnesio, calcio ecc. ecc., da qualche parte questi elementi continueranno a venir fuori fino a quando non si arriverà ad un punto di equilibrio nel quale la natura stessa consentirà nuova vita solo a fronte della cessazione di una vecchia.

Tutto ciò mi rassicura, perché ho in me la sincera convinzione che la natura e le leggi che la governano non abbiano mai nuociuto al perpetuarsi della vita sulla nostra Terra, neanche nel caso di grandi cataclismi e ne cito uno per tutti “il diluvio universale”. 

Mi chiedo se anche il risultato delle attività umane sia soggetto all’affermazione di Antoine Laurent de Lavoisier. 

Il mio pensiero va all’Africa che prima del colonialismo era povera ma non miserabile, mentre oggi, a 50 anni dalla fine delle colonie, appare come un continente dove vi sono (poche) zone molto ricche e (molte) zone miserabili dove le persone non di raro muoiono di stenti.

Se de Lavoisier avesse ragione l’accumulo di ricchezze in mano di pochi potrebbe essere la causa della disgrazia di molti.

Ma allora se è così cosa dobbiamo pensare della crisi che ha colpito i cosiddetti "grandi del mondo"?

Sento dire che questa crisi è figlia di quella che l’ha preceduta e forse in grembo sta già crescendo quella che le seguirà. Io credo che se oggi i Paesi emergenti stanno rafforzando le loro economie e la loro crescita sale sempre più, i grandi del mondo giocoforza si impoveriscono.

Il modello di sviluppo della crescita a tutti costi è sbagliato ed è il colpevole!

I Grandi del mondo hanno imposto questo modello ed ora che non sono più 8 ma 20 si intravedono le conseguenze di questo scellerato tipo di sviluppo: “Il 10% della popolazione mondiale detiene e consuma il 90% delle risorse mentre il resto deve accontentarsi di sopravvivere con il 10%”.

La conclusione la lascio a chi ha avuto la pazienza di leggere fino a qui. 


Post scritto da Stateve Aqquorti, che ringrazio.

Beata ignoranza


Ogni giorno a Ginevra, un neutrino si sveglia e sa che dovrà correre più veloce della luce. Ogni giorno la luce si alza e sa che deve arrivare al Gran Sasso prima del neutrino. Ogni giorno, non importa se tu sia neutrino o luce, ti toccherà ascoltare le gaffe della Gelmini.