martedì 8 aprile 2014

Il caffè non è più quello di una volta

Ieri sera a Report, il programma condotto da Milena Gabanelli in onda su Rai3, è stata trasmessa l'inchiesta di Bernardo Iovene “Espresso nel caffè”.
 
Durante la puntata è stato dimostrato come noi italiani, a nostra insaputa, beviamo un caffè di bassa qualità. 
Bernardo Iovene, insieme con gli assaggiatori autorizzati, ha girato per alcuni bar italiani, anche molto noti, per valutare il caffè in tazza.
Inoltre l’inchiesta si è allargata alle modalità errate con le quali i baristi preparano il caffè ai clienti, con il risultato di servire il nostro rito quotidiano con acqua sporca e piena di residui.
La puntata si è conclusa con un’analisi delle capsule di caffè. Oltre a inquinare l’ambiente con plastica e alluminio creano anche danno alla salute?
 
Per guardare il video della puntata, clicca qui.
 
E' stata una puntata molto interessante, grazie alla quale ora i cittadini hanno maggiori informazioni su tutto ciò che gravita intorno alla bevanda più consumata e amata in Italia, cioè il caffè.


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lunedì 7 aprile 2014

Nino Di Matteo intervistato dal blog di Grillo


Nino Di Matteo, nato a Palermo nel 1961, è un magistrato italiano.
Impegnato attualmente nel delicato processo che cerca di far luce sulla presunta trattativa Stato-mafia, impegno che gli è costata la minaccia di morte da parte del boss Totò Riina.
 
Riporto di seguito l'intervista rilasciata da Di Matteo al blog di Beppe Grillo per la rubrica del lunedì Passaparola:
 
In un Paese in cui lo Stato processa se stesso, in cui il Presidente della Repubblica finisce intercettato con un indagato e schiaccia una procura contro la Corte Costituzionale, chi porta avanti un’inchiesta per l’accertamento della verità viene isolato, minacciato, processato dai suoi stessi colleghi e poi, ovviamente, si fa di tutto per togliergli quelle carte di mano. 
Nino Di Matteo, pm di Palermo sotto scorta, non può più vivere come una persona libera. Sacrificio a cui non si contrappongono riconoscimenti istituzionali o l’appoggio delle più alte sfere dello Stato.
Tutt’altro. Ma va bene così.
 

domenica 6 aprile 2014

Beppe Grillo e l'intervista al Fatto Quotidiano


L'intervista esclusiva del Fatto Quotidiano a Beppe Grillo, fondatore del M5S.
 
Grillo, partiamo dall’inizio o da oggi?
Per me è lo stesso. L’inizio, oggi e domani sono la stessa cosa. E si chiamano Movimento 5 stelle. Questi sono finiti. E non dite che sono capace solo a dire parolacce. Purtroppo servono anche quelle. Serve la rabbia e la parolaccia.
D’altronde lei è partito da un vaffanculo, giusto?
Quattro anni e mezzo fa è nato il Movimento-Cinque stelle, il V Day prima, e quello che abbiamo costruito è unico e irripetibile.
Saranno finiti gli altri, ma anche voi non ve la passate molto bene. E Renzi promette di durare a lungo. Vuole riformare il Senato.
Noi vinceremo le elezioni europee. Saremo il primo partito. E quelli del Pd lo sanno bene. Quanto alla riforma non puoi dire che risparmierai un miliardo dal Senato visto che costa 150 milioni l’anno. Sarebbe più sensato renderlo un organo di controllo e tagliare i parlamentari. L’ascesa di Renzi è un’invenzione giornalistica.
I sondaggi lo danno in testa. Soprattutto dopo l’annuncio degli 80 euro in busta paga.
I sondaggi sono pilotati. Da sempre. E gli 80 euro sono voto di scambio.
I dossier in arrivo dei quali parla Casaleggio chi li sta facendo?
I giornali di De Benedetti. Ma lui deve stare tranquillo, perché io vado a Sankt Moritz in pullman. Noi vogliamo fare il politometro se andiamo al governo, per verificare quanto aveva un politico prima di iniziare e quanto ha dopo la carriera. Lo faremo anche sui prenditori: andiamo a vedere le società che sono sparite, chi c’era. Per esempio, vediamo quanti soldi aveva De Benedetti prima dell’Olivetti e dopo l’Olivetti, quando quella società con 70mila dipendenti è sparita. Andiamo a vedere la Telecom di Tronchetti. Ora reagiamo.
Lei pensa che De Benedetti sia un suo avversario?
Assolutamente, sì. Lui è il mandante. Ha i lobbisti in Parlamento, come Berlusconi, con cui si sono divisi le cose. Detiene mezzi di comunicazione che perdono centinaia di milioni l’anno. Ha interessi nel carbone.
Dossier o no, lei è sicuro di non aver fatto troppi errori?
Ho la stessa sensazione di quando è iniziata l’avventura, quando vedevo le piazze riempirsi a ogni tappa. È vero, abbiamo commesso molti errori. E quel 25,5 per cento raccolto alle Politiche ci è esploso tra le mani. Sarebbe stupido dire che non è vero. Abbiamo avuto problemi, abbiamo sbagliato, ci sono stati troppi eccessi. Ma abbiamo raggiunto un livello di maturità che ci permette di essere il primo partito.

venerdì 4 aprile 2014

M5S, 5giornia5stelle: #mafiosostaisereno

5giornia5stelle, l'appuntamento settimanale d'informazione sulle attività parlamentari del M5S, puntata del 4/04/2014: #mafiosostaisereno


"Con la coppia Renzi-Berlusconi il mafioso è libero da preoccupazioni. Sulla lotta alla criminalità organizzata il Pd preferisce scendere a patti con Forza Italia. Accade così che la legge sul 416ter contro lo scambio elettorale politico-mafioso, che al Senato era stata migliorata con il voto decisivo del Movimento 5 Stelle, alla Camera è stata stravolta e depotenziata dall'asse Renzi-Berlusconi.
Sono state ridotte le pene per chi compie il reato di scambio elettorale politico mafioso: da 7 a 12 anni si passa a 4-10 anni. In questo modo, come ha ricordato l'ex magistrato Bruno Tinti, non andrà mai in carcere chi verrà condannato a 4 o 6 anni! Inoltre, con il vergognoso accordo Pd-FI, non sarà più punibile il politico che "si mette a disposizione delle organizzazioni mafiose". Tutti a cena a prender consigli dai boss!
Scambisti del crimine organizzato, ma non solo. Anche falsari. Parliamo della falsa abolizione delle Province. Cambiano nome, non vengono cancellate, si aggiungono le città metropolitane, oltre 26.000 nuovi consiglieri comunali e 5.000 assessori! Alla faccia del taglio delle poltrone!
Intanto, i portavoce del Movimento 5 Stelle si sono recati nel "fortino" di Bankitalia per vederci chiaro ed al Senato hanno dato battaglia contro le trivellazioni marittime da parte delle lobby del petrolio.
Questo e molto altro nell'ultima puntata di #5giornia5stelle. Non perdetela!"

martedì 1 aprile 2014

Morìa delle api, un mondo in pericolo

 
Gli insetti impollinatori, in particolare le api, sono in pericolo: c’è speranza per il futuro del pianeta?
 
Due terzi delle colture a scopi alimentare e la maggior parte delle specie vegetali selvatiche dipendono dall’impollinazione di insetti come le api e i bombi. Il lavoro di questi preziosi insetti è alla base della biodiversità vegetale e dell’abbondanza delle colture. Ma l’equilibrio venutosi a creare in milioni di anni di evoluzione ora è a rischio.

Silenziose, lontane dalle nostre preoccupazioni giornaliere, le api di tutto il mondo stanno morendo. Le cause sono tante: dall’inquinamento globale, al cambiamento climatico, all’agricoltura intensiva fino alle attività dell’uomo.
Il problema dell’estinzione delle api ha già colpito la Cina e l’emergenza è stata tamponata con il processo di “impollinazione manuale”; l’entomologo Giorgio Celli del Natural News ha trattato l’argomento qualche tempo fa documentando che: "Se le api scompaiono saremmo costretti ad impollinare a mano molte coltivazioni, come già accade in certe zone della Cina in cui le api sono estinte. Ogni giorno migliaia di braccianti agricoli si armano di pennelli e salgono sugli alberi per fare il lavoro delle api".
Le api sono la prima "community", vecchia di 40.000 anni e che è sopravvissuta a ben 3 glaciazioni. Speriamo di non essere proprio noi a portarla all’estinzione.

Un altro grave problema riguarda i bombi; nei campi ce ne sono sempre meno, decimati dalle stesse malattie che colpiscono le api: il virus dwv delle ali deformate e il fungo Nosema ceranae. Da tempo le popolazioni di insetti impollinatori, domestici e selvatici, sono in declino in tutto il pianeta. La perdita di questi insetti ha gravi conseguenze economiche e ambientali, perché gli impollinatori garantiscono la produzione agricola e sono indispensabili per la conservazione degli ecosistemi. Gli studi compiuti in laboratorio hanno dimostrato che il virus dwv e il fungo N. ceranae possono infettare gli insetti selvatici e in particolare il Bombus terrestris. Le ricerche svolte sul campo, nel Regno Unito e sull’Isola di Man, hanno confermato che i bombi selvatici sono spesso colpiti dalle due malattie. Inoltre, il ceppo di virus dwv dei bombi è lo stesso di quello delle api. Lo studio non ha dimostrato che il contagio dalle api ai bombi sia diretto, scrive la rivista Nature, ma questa eventualità è molto probabile. Un’ipotesi, infatti, è che le api infette lascino le spore dei funghi o i virus sui iori che visitano, infettando i bombi che si posano successivamente. I risultati dello studio potrebbero aiutare a migliorare la conservazione delle popolazioni selvatiche di bombi.

Il crollo della popolazione di api e di bombi, dunque, non è un segnale da prendere sotto gamba: agli insetti impollinatori è legata una catena alimentare di importanza vitale, che arriva fino a noi e sostiene anche uccelli selvatici e molti altri animali.

Se vuoi sapere di più sulle possibili conseguenze a livello economico, politico e le implicazioni ecologiche in tutto il mondo che provocherebbe l’estinzione degli insetti impollinatori, in particolare delle api, consiglio la visione del film/documentario "Un mondo in pericolo".

Per maggiori informazioni: http://www.salviamoleapi.org/


Ringrazio Stateve Aqquorti per la collaborazione.