Visualizzazione post con etichetta Europa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Europa. Mostra tutti i post

lunedì 9 gennaio 2017

M5S Europa, Grillo dice addio a Farage [aggiornato]


Il MoVimento 5 Stelle al Parlamento europeo lascerà il gruppo Efdd ed entrerà a far parte di Alde, l’Alliance of Liberals and Democrats of Europe.
Si è conclusa alle 12 di oggi, infatti, la votazione online indetta ieri mattina da Beppe Grillo sul suo blog per scegliere il futuro del M5S in Europa.

Una consultazione proposta da Grillo un pò a sorpresa, creando qualche perplessità e malumore perfino tra alcuni eletti 5Stelle, e che alla fine ha coinvolto 40.654 iscritti (comunque più votanti rispetto alla consultazione svoltosi nel 2014, dopo le elezioni europee). Il 78,5% dei votanti, pari a 31.914 persone, ha votato per il passaggio nel gruppo politico Alde, mentre in 6.444 hanno votato per la permanenza nell'Efdd e 2.296 per confluire nei "non iscritti".

Dopo l'esito della votazione Grillo ha dato l'addio a Nigel Farage, ed insieme a Davide Casaleggio incontrerà nel pomeriggio di oggi a Bruxelles i 17 eurodeputati del MoVimento 5 Stelle.

E adesso cosa succederà? Ritengo sia troppo presto per valutare se la scelta di Beppe Grillo e della maggioranza degli iscritti risulterà positiva oppure no per il futuro del M5S in Europa, e non solo. Vedremo.

UPDATE: Guy Verhofstadt ha dichiarato di aver scelto di respingere l'ingresso degli eurodeputati 5Stelle nel gruppo Alde all'Europarlamento. La reazione del M5S sul blog di Grillo: "L'Establishment europeo è contro di noi."

UPDATE 2: il M5S continuerà l'esperienza all'Europarlamento nel gruppo EFDD. Questa la decisione comunicata da Nigel Farage, leader dell'Ukip, dopo la riunione odierna con gli eurodeputati 5Stelle e una telefonata con Grillo.


Ritieni questo post interessante? Puoi commentarlo e condividerlo. Grazie

venerdì 24 giugno 2016

Brexit, Regno Unito fuori da UE


Il Regno Unito è fuori dall’Unione Europea: nel referendum sulla cosiddetta Brexit il popolo britannico ha votato con il 52% per l’uscita dall’UE.
Il leader storico degli euroscettici dell’Ukip, Nigel Farage, canta vittoria: "Questa è l’alba di un Regno Unito indipendente, oggi è il nostro Independence Day, è arrivato il momento di liberarci da Bruxelles"
Il premier David Cameron, in una conferenza stampa a Downing Street, ha annunciato le proprie dimissioni dichiarando che: "Ci dovrà essere un nuovo primo ministro eletto in autunno che dovrà guidare i negoziati con l’Unione Europea".

I primi dati e le prime analisi avevano fatto pensare ad una vittoria del fronte Remain. Poi, via via che i numeri ufficiali hanno iniziato ad affluire, ci si è resi conto che la realtà era radicalmente diversa da quella prospettata da sondaggisti e analisti. I primi ad accorgersene sono stati i mercati che, dopo un apertura entusiastica, spinta dai sondaggi effettuati a urne aperte, hanno fatto segnare una netta inversione di tendenza facendo sprofondare la sterlina.

Un evento deflagrante, che porta la firma della destra populista, quella dell’Ukip di Nigel Farage, quella dei conservatori euroscettici di Boris Johnson. Una vittoria, quella del Leave, che è stata strappata con le unghie e con i denti contro il volere e le previsioni della finanza, contro il volere e le previsioni dei poteri forti, contro i sondaggi, contro gli appelli, contro l’opinione e gli sforzi dei principali partiti e dei leader internazionali. 
La Brexit ha vinto. Circa 17 milioni di britannici (il 52% degli elettori) hanno segnato il destino del Paese, aprendo una ferita profonda, destinata a far sentire le sue conseguenze anche nel resto dell'Europa, chiamata ora a fare i conti con un’ondata di euroscetticismo senza precedenti.


Ritieni questo post interessante? Puoi commentarlo e condividerlo. Grazie

martedì 3 maggio 2016

Scandalo TTIP-leaks, svelati i segreti del TTIP


Scandalo TTIP-leaks. Mentre si allungano i tempi per la chiusura dell’accordo, ci sono importanti novità che riguardano il trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti tra Stati Uniti d'America e Unione Europea.
Fino ad oggi sui testi è stata mantenuta la massima segretezza. Ma ora Greenpeace ha pubblicato le pagine dei documenti della trattativa, rinnovando l’allarme sui pericoli per i consumatori. "Avevamo ragione: confermati rischi per clima, ambiente e sicurezza dei consumatori", ha accusato l’associazione ambientalista. La paura è che in Europa cadano le tutele da ogm e carne trattata con ormoni e passi in secondo piano anche la protezione dell’ambiente. Il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung ha rivelato che gli Stati Uniti minacciano di bloccare le facilitazioni per l’industria europea dell’auto se non saranno ascoltate le proprie richieste.

Così, la campagna STOP-TTIP Italia prepara una manifestazione nazionale per il 7 maggio a Roma, alla quale parteciperanno anche alcuni esponenti del MoVimento 5 Stelle, il quale sostiene la battaglia contro il TTIP e che nel frattempo ha già chiesto l'immediata sospensione dei negoziati.


Ritieni questo post interessante? Puoi commentarlo e condividerlo. Grazie

venerdì 16 gennaio 2015

La Rete è in pericolo


Dopo l'attentato terroristico a Charlie Hebdo del 7 gennaio, tutti i maggiori leader europei hanno espresso, in una dichiarazione congiunta, quanto segue:
"Siamo preoccupati dalla frequenza crescente dell’uso di internet per alimentare odio e disprezzo e segnaliamo la nostra determinazione ad assicurare che non si abusi di internet in questa direzione, salvaguardando, nel pieno rispetto delle libertà fondamentali, la libertà di espressione. 
Con questo in mente, la collaborazione dei maggiori internet provider è essenziale per creare le condizioni per avere segnalazioni veloci di materiale teso a fomentare odio e terrore e per la sua rimozione, ove possibile e appropriato".

La nuova minaccia alla Rete arriva dall’Europa, che dunque presto si farà carico di emanare una direttiva per tentare di chiedere agli internet service provider di farsi carico del monitoraggio delle conversazioni che scorrono in Rete. Cosa del tutto impossibile, perchè richiederebbe un dispiegamento di mezzi che nessuno ha a disposizione, a meno di non attuare una politica repressiva e brutale dove chiunque menzioni parole chiave come 'terrorismo', 'bomba' e così via venga segnalato immediatamente a una nuova task force organizzata. E dato che il carico di lavoro nell’analisi degli opportuni distinguo sulla reale natura del dibattito sarebbe in ogni caso eccessivo, non resterebbe che filtrare, censurare, eliminare tutto ciò che in Rete si muove e respira.

Tutti gli approfondimenti su byoblu.com

lunedì 12 gennaio 2015

Bernard Maris, l'economista 'no-global' ucciso a #CharlieHebdo

In ricordo di Bernard Maris, una delle vittime dell'attentato nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi.
 
Era un'economista, giornalista e consigliere della Banque de France.
 
Ecco cosa diceva: "Tutti i paesi europei dovranno prima o poi rassegnarsi a cancellare parte del loro debito pubblico… rinegoziarlo quando supera il 60% del PIL… anche Germania e Francia… le banche dovranno fare uno sforzo importante…". "La scelta della Germania rovinerà anche la sua economia a lungo termine… preferisce ridurre il livello di vita dei tedeschi pur di essere competitiva… la crescita che impoverisce". Era ben consapevole del funzionamento del sistema monetario: "Le banche creano il denaro dal nulla col permesso della Banca Centrale e ve li danno in forma di mera scrittura. Non vengono mai richiesti fisicamente soldi contanti, ogni transazione viene eseguita in forma digitale". Il sistema bancario non ha interesse a riavere indietro i soldi che presta perché può creare tutti i soldi che vuole a costo zero. La cosa importante, fondamentale, è il controllo che ottiene dall''indebitamento. Se indebiti qualcuno lo rendi schiavo."
 
Scriveva per varie pubblicazioni, incluso il settimanale Charlie Hebdo, per il quale si occupava del settore economico, firmandosi con lo pseudonimo di "Oncle Bernard" (Zio Bernard). Aveva anche una rubrica alla radio pubblica France Inter. Si esprimeva in modo semplice ed era orientato verso un'economia alternativa alla 'furia del capitalismo' e riteneva come elementi importanti i concetti di gratuità e dono.
Si è dedicato attivamente alla vita politica, collocandosi a sinistra. Inoltre è stato membro del consiglio scientifico di una delle associazioni che hanno dato vita al movimento anti-globalizzazione Attac France e fautore del reddito minimo di esistenza da elargire a chiunque per sempre, un modo per sganciarsi dal lavoro in una società che non ne garantisce più.
 
Un'economista 'no-global', molto critico con l'austerità europea e contro il debito, che guardava ormai in modo disincantato all'euro e a questa Europa.
Un uomo poliedrico, un personaggio scomodo.
 
Ricordiamolo così #jusuisBernardMaris

sabato 4 ottobre 2014

M5S, #5Giornia5StelleEuropa: #AusterityDreamTeam

#5Giornia5StelleEuropa, l'appuntamento d'informazione sulle attività degli eurodeputati del M5S, trasmesso direttamente dal Parlamento Europeo.
Ecco quello che è successo questa settimana: #AusterityDreamTeam.
 

 
"Qui a Bruxelles si decidono le vostre sorti.
E` qui che il potere, vero o presunto che sia, viene esercitato.
Eppure non ne sapete niente.
E' normale: i media qui non vengono, specialmente quelli italiani. E allora cercheremo di raccontarvela noi, la scatoletta di tonno europea, da oggi anche con questo nuovo approfondimento settimanale.
[fonte]